Architettura bioclimatica: raffrescare gli ambienti in modo naturale

27 Maggio 2014

Architettura bioclimatica: raffrescare gli ambienti in modo naturale

Sono tante le tecniche, più o meno antiche, per rinfrescare gli ambienti domestici in modo naturale, senza costi energetici e senza impianti di climatizzazione. Oggi si parla di architettura bioclimatica, ovvero l’architettura che si avvale degli elementi naturali come il sole, il vento, l'acqua o la terra per realizzare edifici termicamente efficienti, senza l'uso di impianti di climatizzazione.

Scopo dell'architettura bioclimatica è il controllo del microclima interno, con strategie progettuali che massimizzano l'efficienza degli scambi termici tra edificio e ambiente. L'approccio bioclimatico è legato al principio di autosufficienza e alla consapevolezza che una delle maggiori fonti di consumo delle energie non rinnovabili e di inquinamento atmosferico sono gli impianti di climatizzazione.

Non si tratta però di un’evoluzione delle tecniche architettoniche, quanto piuttosto di un ritorno a tecniche architettoniche tradizionali. Le popolazioni antiche infatti, forse inconsciamente, applicavano i concetti dell’edilizia bioclimatica per ottimizzare le abitazioni in base al luogo, ai materiali disponibili e alla cultura; ottimo esempio tutto italiano di architettura bioclimatica “spontanea” sono i famosi trulli pugliesi.

Torri del vento: aria e acqua per un raffrescamento a impatto zero

Presenti in Iran fin dal X secolo, le torri del vento, dette anche torri Iraniane sono una prova tangibile delle conoscenze di architettura bioclimatica delle popolazioni dell’antica Persia. Le torri del vento rappresentano una soluzione eccellente per raffrescare gli edifici passivamente, cioè senza costi energetici e senza impianti di climatizzazione, nelle zone desertiche dove le temperature diurne dei mesi estivi superano i 40° e dove lo scarto termico tra giorno e notte è molto elevato.

Simili a grandi camini, le torri del vento sono suddivise in sezioni verticali di mattoni. Durante la notte, quando la temperatura si abbassa, la torre si raffredda; a contatto con la muratura, l’aria calda che entra durante il giorno si raffresca, diventa più densa e scende verso il basso entrando nell’edificio e spingendo fuori l’aria calda. Durante il giorno avviene il processo contrario: la torre si riscalda e il calore viene ceduto all’aria esterna durante la notte.

Insieme al vento, i sistemi di raffrescamento naturale più efficaci che si trovano nelle architetture bioclimatiche tradizionali utilizzano anche l’acqua, elemento fondamentale anche nell'architettura araba: l’aria, passando sulla superficie dell’acqua o attraverso una parete inumidita, cede calore latente all’acqua che evaporando raffresca l’ambiente sfruttando il principio del raffrescamento evaporativo.